BENESSERE – Dare valore alla propria storia emotiva

10/09/2018

BENESSERE –  Dare valore alla propria storia emotiva

La scelta di chiedere un aiuto psicologico spesso rappresenta la fine di un percorso fatto di dolore, angoscia e vane speranze di risolvere un problema da soli. Infatti, chi indugia nel chiedere un aiuto professionale può essere pervaso da pensieri negativi su si sé, motivazioni o giustificazioni che rendono difficile esprimere la richiesta di sostegno. Chiedere aiuto, ad esempio, può significare ammettere di non essere riusciti a superare una difficoltà da soli e per questo ci si deve confrontare col proprio vissuto di fallimento, con la paura di essere senza speranze, col timore di essere giudicati, col bisogno di fidarsi di qualcuno che si teme non capisca la propria situazione. Alle volte ci si rivolge ad altre figure professionali perché non si riconosce il problema come psicologico o si ritiene che lo psicologo sia colui che “cura i matti”.

I pregiudizi o la cattiva informazione bloccano la richiesta di aiuto consentendo al malessere di aumentare. Inoltre, nei casi in cui il sintomo sia vissuto nel corpo, è facile pensare che il problema sia esclusivamente medico trascurando completamente il peso della componente emotiva e psicologica.

Ogni giorno le nostre azion

08/08/2018

SOLUZIONI – L’uovo di Colombo

Quando ci si trova di fronte ad un problema, è consuetudine comune ricercare la soluzione attraverso un approccio logico e razionale, circoscrivere il problema dentro una determinata inquadratura e cercarne la soluzione all’interno di essa. Si prende come assodato che una certa linea rappresenti i confini del problema e solo dentro questi confini sia possibile trovare una risoluzione. Molto spesso però questi confini non esistono e la soluzione è al di

fuori di essi.

Attraverso la creatività, l’intuitività è possibile allontanarsi dai rigidi schemi di pensiero acquisiti per scoprire nuovi punti di vista e trovare nuove idee, soluzioni o approcci.

L’esempio dell’aneddoto dell’uovo, solitamente attribuito a Cristoforo Colombo, offre un possibile esempio di pensiero creativo. Durante una cena, alcuni gentiluomini spagnoli cercarono di sminuire l’impresa di Colombo, lo schernirono dicendo che la scoperta dell’America era stata in realtà un’impresa facile perché, per raggiungerla, era bastato mettere la prua verso ovest e veleggiare sempre in quel

03/07/2018

SILENZIO – Una riflessione sul possibile ruolo della TV

Ci sono case nelle quali la televisione serve, non tanto per svago o necessità d’informazione… in queste case la TV copre un silenzio intollerabile, nasconde la consapevolezza della mancanza del dialogo e impedisce la possibilità di osservarsi. In alcune case il silenzio è insopportabile… allora si accende la TV, magari anche ad un tono di volume un po’ alto, così da riempire ogni angolo di silenzio, ogni frazione di incomunicabilità. Si teme non solo di incontrare l’altro accanto, ma anche se stessi. La TV satura e sembra proteggere dal contatto con se stessi e coi propri conviventi.

Altre volte si preferisce coprire col rumore della televisione la confusione relazionale, le domande degli altri e la voce del proprio pensiero. “Grazie” alla TV non si crea spazio per i pensieri e per le emozioni. Orecchi ed occhi sintonizzati sulla televisione per evitare il mondo intorno, per non parlare più, per non sentire più veramente le emozioni: il dolore, la frustrazione, la delusione, l’amarezza, ecc.

Nulla succede nella stanza, qui ed ora, ma tutto accade in TV, in un posto lontano. In un ambiente virtuale rapidamente adattabile alle proprie necessità, sen

05/04/2018

RABBIA – Sette false credenze sulla rabbia

La rabbia è un’emozione potente spesso fraintesa. I malintesi sulla rabbia generano inutili condizionamenti  e comportamenti disfunzionali. Di seguito sette false credenze che necessitano di essere rivalutate:

  1. La rabbia è un’emozione negativa?

Non è sbagliato sentirsi arrabbiati. La rabbia è un’emozione comune e salutare. In realtà, molte cose positive derivano dalla rabbia dalla quale possono scaturire anche cambiamenti costruttivi.

  1. Rabbia e aggressività sono la stessa cosa?

Molte persone confondono la rabbia con l’aggressività. Mentre sentirsi arrabbiati è sano, i comportamenti aggressivi non lo sono. Esistono modi sani per affrontare la rabbia senza ricorrere a modalità aggressive.

  1. La gestione della rabbia non funziona?

Quando le persone non hanno capacità di gestire la propria rabbia possono avere problemi in tutti gli ambiti della vita. La psicoterapia, individuale o di gruppo, è uno strumento potente che aiuta la persona a divenire consapevole delle proprie dinamiche, a gestire e ridurre le reazioni aggressive.

  1. La rabbia è tutta “nella testa”?

La rabbia coinvolge mente e corpo. Quan

19/01/2018

PROCRASTINAZIONE – La procrastinazione: dieci cose da sapere

Il termine procrastinare deriva etimologicamente dal latino pro (avanti) e crastinus (domani), col significato di “rimandare al domani” allo scopo di temporeggiare o, addirittura, di non fare ciò che si dovrebbe.

Ci sono molti modi per complicarsi la vita e uno di questi è procrastinare. Le persone che procrastinano si danneggiano sabotandosi. Inconsciamente mettono ostacoli sul proprio cammino. Scelgono percorsi che danneggiano le loro prestazioni. Perché dovrebbero farlo?

Dieci cose da sapere:

1. Secondo le ricerche condotte alla DePaul University di Chicago e alla Carleton University di Ottawa, il 20% delle persone ammette di essere un procrastinatore cronico. Procrastinare, infatti, diventa uno stile di vita anche se disadattivo. Coinvolge tutti gli ambiti della vita. Ad esempio, non pagare le bollette in tempo, perdere opportunità favorevoli, non incassare buoni regalo o assegni, presentare la dichiarazione dei redditi in ritardo, etc.

22/06/2017

SINTOMO – Il valore del sintomo

La parola “sintomo” è utilizzata nel linguaggio medico per indicare un fenomeno con cui si manifesta uno stato di malessere. In medicina il sintomo è indice di una latenza patologica, di un’irregolarità nel funzionamento ideale dell’organismo. Anche per questo oggi, nella percezione comune, è diffusamente vissuto e considerato soltanto come l’effetto di una condizione incoerente o viziata, da eliminare prontamente. In realtà, il sintomo racchiude in sé un significato più profondo, ma spesso negato. Pertanto, è possibile affermare che il concetto di sintomo implica quello di legame: il legame tra una superficie e la sua profondità inesplorata. Concentrarsi sull’eliminazione o l’annichilimento del sintomo, di fatto, vuol dire negare ogni possibile esplorazione e di conseguenza non riconoscerne la vera radice.

Alcune persone sostengono di “non credere” nella psicologia o nella psicoterapia, ammesso che ne conoscano le differenze, come se richiedessero un atto di fede o si trattasse di una mera ideologia. Questo pensiero tende a negare l’esistenza della dimensione psichica nella nostra vita. Negarne quindi l’evidenza scientifica, la concretezza, così come l’efficacia, è come continuare a considerare l’essere umano s

12/05/2017

AIUTO – Perché chiedere aiuto è così difficile?

immagine di Erik JohanssonNonostante la cultura occidentale abbia fatto numerosi progressi nel de-stigmatizzare la psicoterapia, per tantissime persone risulta ancora difficile, se non addirittura l’ultima opzione possibile, chiedere un aiuto professionale. Infatti, ci sono una serie di strategie che solitamente vengono prese in considerazione prima di ricorrere alla terapia: parlare con amici e/o familiari; cercare un contatto con la propria guida spirituale o religiosa; leggere libri di auto-aiuto; guardare programmi TV che offrono rapide soluzioni per qualunque afflizione; navigare sul WEB cercando diagnosi e risposte “fai da te”; postare domande personali nelle chat rooms, magari in forma anonima, alla caccia di consigli ritenuti attendibili anziché superficiali.

Non si tratta di giudicare o valutare quanto necessarie siano queste risorse. Talvolta, infatti, alcune possono rivelarsi utili in prima battuta. Molte per

16/02/2017

SALUTE – Felicità, fiducia e nuove prospettive

Quando parliamo di salute psicologica dobbiamo affrontare quotidianamente una scelta: perseguire il benessere o praticare lo stress. Come psicoterapeuta di frequente mi viene chiesta quale sia “la soluzione” a questi quesiti:

1. Come posso essere felice?

2. Come posso imparare a credere in me stesso e negli altri?

3. Come posso liberarmi dai pensieri ansiosi e concentrarmi sulle mie priorità?

Non esiste “la soluzione” che possa risolvere in ugual modo i problemi di persone diverse. L’esperienza di ognuno di noi è unica ed irripetibile. Per questo inequivocabile motivo non si possono distribuire superficiali e generiche indicazioni adatte a tutti. Invece, approfondire il “dialogo interiore” e lavorare sulle componenti di base per una vita soddisfacente può spianare la strada verso la conquista del benessere emotivo individuale.

I seguenti punti possono aiutare in questo senso:

1. Felicità – La felicità è momentanea e legata ai raggiungim

27/10/2016

PERDERE – Gratta e vinci: compulsivi per legge

Propongo questo video per mettere in luce alcuni aspetti psicologici sui quali fanno leva le campagne pubblicitarie sul gioco d’azzardo. Il fenomeno della dipendenza da gioco è in costante aumento provocando disagi e problematiche individuali, famigliari e sociali.

Vorrei inoltre sottolineare che, intrinseco all’approccio psicologicamente manipolatorio di questa forma di pubblicità, si annida un altro e più complesso problema. Il gioco d’azzardo, in tutte le sue forme, costituisce una vera e propria trappola per le persone fragili, in difficoltà emotiva ed economica. Ciò detto, chi propone questa forma di “svago” si premura esclusivamente di vendere il proprio business, incurante delle gravi conseguenze per la salute psicologica e dei costi di recupero, sia in termini economici che di impegno individuale per riconquistare gli affetti e le relazioni che la dipendenza da gioco strappa alla vita. Se si considerassero tutti questi aspetti si vedrebbe allora la realtà: il gioco d’azzardo è perdere, è smarrirsi, è un grande debito per tutti. Un business che viene dunque perpetrato ai danni della salute delle persone e della collettività.

Q

23/06/2016

DIFFERENZE – Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista, Psichiatra

Definizione e compiti professionali

1. Lo PSICOLOGO, se è solo psicologo, non è autorizzato a fare alcun tipo di psicoterapia. Dovrebbe occuparsi della sola psicologia attiva, di psicologia di comunità e delle organizzazioni, ecc…

Spesso le persone dicono: “devo andare dallo psicologo” e intendono invece dire che desiderano fare una psicoterapia. E’ una confusione che può nuocere molto.

2. In Italia, tutti i professionisti che fanno terapia psicologica, cioè senza utilizzare farmaci, si chiamano per legge, PSICOTERAPEUTI ma tra di loro ci sono differenze sostanziali. Quindi passiamo ai punti successivi.

3. Il terzo punto è la differenza tra chi ammette l’importanza dell’INCONSCIO nella formazione dei sintomi e chi non la conosce o non la considera. I primi appartengono all’area della PSICOANALISI pur con una serie di distinguo, e ritengono che per atten

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12/04/2016

SALUTE – Mens sana in corpore sano

Il disagio psichico, affettivo o emotivo si esprime anche attraverso il corpo

C’è un antico detto ormai popolare del poeta romano Giovenale che recita: “mens sana in corpore sano”.

La salute del corpo è infatti indissolubilmente legata alla salute della mente e viceversa. La società, sempre più di impronta materialista, ha fatto dimenticare questa basilare e imprescindibile cultura dell’Essere al centro del proprio mondo e “comandante” principale del proprio corpo. Si ha sempre più l’abitudine a vedere se stessi soltanto come il proprio corpo. Tale grave dissociazione consente una visione soltanto parziale della nostra complessità.

Di seguito un interessante articolo in proposito. Buona lettura!

Dott.ssa Marcella Caria


Certe emozioni dolorose e intollerabili possono provocare uno stato di iper-attivazione persistente costringendo il corpo a mantenere una condizione di emergenza conti

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13/04/2015

NORMALITÀ – Essere o non essere?

Normalità e pazzia: la cultura del giudizio e la standardizzazione dell’opinione del giusto

E’ molto diffuso, nella cultura occidentale, il concetto di “normalità”. La persona “normale” è intesa come giusta o sana mentalmente oppure “non pazza”. La pazzia (non normalità) è infatti spesso associata a tutti quei comportamenti o disturbi che non sono allineati alla standardizzazione delle tradizioni sociali e comportamentali territoriali o famigliari.

Esempi di come questa associazione sia di per sé discutibile li si scopre facilmente viaggiando. Accettando di visitare, di prendere in considerazione gli stili di vita di altre culture e tradizioni, è facile incorrere in qualche comportamento che risulti bizzarro agli occhi di chi ha ben radicato nei propri dettami il proprio concetto di normalità. Mentre per un italiano ad esempio ruttare a tavola è un chiaro e volgare segno di maleducazione in altri paesi è considerato un segnale di apprezzamento del cibo, così come mangiare a bocca aperta o emettere suoni durante il pasto, ecc…

Ovviamente la “normalità” non è riferita soltanto al giudizio dei comportamenti di tutti i giorni ma soprattutto a quelli che sono i modi di p

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14/10/2014

BIOENERGETICA – I sette segmenti del corpo

Lo sviluppo psicologico dell’individuo: la personalità di base si intreccia con le inevitabili influenze dell’ambiente

Gli stress e i conflitti emotivi sono rappresentati nel corpo che diventa la chiave per arrivare a conoscere ciò che comunemente è chiamato carattere.

Wilhelm Reich, medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud, integrando le scoperte della psicoanalisi e sulle nevrosi e partendo dal concetto di energia libidica, sviluppò il concetto di energia orgonica, una forma di energia vitale che scorre liberamente lungo tutto il corpo. Questa energia è essenziale sia per una naturale interazione fra corpo e mente, sia per il controllo degli stati fisici e di quelli mentali. La quantità di energia di cui si dispone e l’uso che se ne fa determinano il modo in cui rispondiamo alle situazioni della vita: il libero scorrere dell’energia vitale si traduce in uno stato di piacere e gioia di vivere, viceversa rigidità e tensione limitano l’emotività e la libera espressione dei sentimenti.

Reich, rilevando una relazione tra processi psichic

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