AZZARDO – Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni

06/10/2018

AZZARDO – Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni

Il gioco d’azzardo è un interessante fenomeno psicologico. Esistono numerose ricerche su come i processi psicologici possano influenzare il comportamento legato al gioco d’azzardo. Di seguito quattro tranelli molto comuni:

1. La fallacia dello scommettitore

La fallacia dello scommettitore riguarda l’errata convinzione che eventi accaduti nel passato influiscano sugli eventi futuri nell’ambito di attività governate dal caso. Di seguito alcune errate convinzioni:

– Un evento casuale ha più probabilità di verificarsi perché non si è verificato per un periodo di tempo;

– Un evento casuale ha meno probabilità di verificarsi perché non si è verificato per un periodo di tempo;

– Un evento casuale ha più probabilità di verificarsi perché si è verificato di recente;

– Un evento casuale ha meno probabilità di verificarsi perché si è verificato di recente.

2. Aspettative mutevoli rispetto alle possibilità di vittoria

In un recente esperimento, è

18/11/2016

COMPULSIONE A SPENDERE – Compro quindi sono

Come resistere all’impulso di “spendere, acquistare e consumare”?

Attualmente sempre più prodotti non sono venduti per le loro caratteristiche tecniche o utilitaristiche, ma piuttosto per il temporaneo sollievo psicologico che procurano. Molte persone fanno affidamento sullo “spendere, acquistare e consumare”, fino ad esserne anche dipendenti, come fosse una sorta di “stampella psicologica”. Attraverso gli oggetti si tenta di comprare un’immagine di sé e definire il proprio valore. Gli oggetti di consumo si trasformano così in dichiarazioni di qualità personali. È una questione di identità, immagine e valore che si attribuisce a se stessi attraverso ciò che si acquista, un modo per definire se stessi, compensare mancanze, gestire emozioni o sostituire un senso di vuoto interiore. L’avere sostituisce l’Essere.

  1. Essere presenti e consapevoli dell’impegno verso se stessi

Fare ricorso a strategie pratiche che possono essere utilizzate quotidianamente per affrontare l’emergenza dell’impulso ad acquistare. Una tecnica può essere, ad esempio, quella di scrivere un diar

27/10/2016

PERDERE – Gratta e vinci: compulsivi per legge

Propongo questo video per mettere in luce alcuni aspetti psicologici sui quali fanno leva le campagne pubblicitarie sul gioco d’azzardo. Il fenomeno della dipendenza da gioco è in costante aumento provocando disagi e problematiche individuali, famigliari e sociali.

Vorrei inoltre sottolineare che, intrinseco all’approccio psicologicamente manipolatorio di questa forma di pubblicità, si annida un altro e più complesso problema. Il gioco d’azzardo, in tutte le sue forme, costituisce una vera e propria trappola per le persone fragili, in difficoltà emotiva ed economica. Ciò detto, chi propone questa forma di “svago” si premura esclusivamente di vendere il proprio business, incurante delle gravi conseguenze per la salute psicologica e dei costi di recupero, sia in termini economici che di impegno individuale per riconquistare gli affetti e le relazioni che la dipendenza da gioco strappa alla vita. Se si considerassero tutti questi aspetti si vedrebbe allora la realtà: il gioco d’azzardo è perdere, è smarrirsi, è un grande debito per tutti. Un business che viene dunque perpetrato ai danni della salute delle persone e della collettività.

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10/10/2016

DIPENDENZE – Bisogno di cibo e fame d’amore

Quando il cibo sostituisce il vuoto affettivo

Quando si ha un rapporto difficile con il cibo vi è una buona probabilità che vi sia anche una storia di rapporti affettivi che non hanno funzionano bene o non sono stati soddisfacenti. A questo si aggiunge la tendenza ad ossessionare e ad essere eccessivamente richiedenti con il proprio partner, ritenendolo la sola persona al mondo che può dare sicurezza e sopperire all’angoscia di solitudine. Si può avere la sensazione di essere vivi e stimati solo quando si pensa di essere innamorati… ma le relazioni faticano a sopravvivere e continuano a cadere a pezzi una dopo l’altra.

Quando la situazione precipita, può capitare di rivolgersi al cibo per sentirsi “meglio”. L’ex partner potrebbe non essere presente, ma forse una confezione di gelato al cioccolato contribuisce ad alleviare la solitudine. Con buona probabilità ci si potrebbe sentire dipendenti dal proprio “cibo di confort”, che si tratti di gelato o qualcos’altro naturalmente. Calmare il dolore per un disastro sentimentale raggomitolandosi sul divano, chiudendosi in se stessi, con una grossa porzione del proprio “cibo di confort” può sembrare un cliché, ma la connessione tra cibo e amore, tra

14/05/2016

AZZARDOPATIA – Il Binge-Gambling. Un’altra faccia del Gioco d’Azzardo

Che cos’è, come si innesca e quali sono le differenze rispetto alla dipendenza cronica

La maggior parte di voi leggendo il titolo di questo articolo avrà associato il termine Binge al noto disturbo che comporta grosse ed irrefrenabili abbuffate di cibo (Binge Eating) o di alcolici (Binge Drinking). Tali comportamenti sono ben noti nella letteratura psicologica e anche nella cultura popolare. Un disturbo meno noto ma con molte dinamiche in comune coi due precedenti è il ciclo Binge nel gioco d’azzardo (Binge-Gambling). Ci sono molte analogie con gli altri comportamenti Binge, inclusi la perdita del controllo, l’alterazione dell’umore, il conflitto personale, i sintomi di astinenza,  la negazione, ecc..

Tuttavia ci sono anche delle chiare distinzioni da fare.

Mentre la quantità di alcol e cibo possono essere quantificate e misurate in termini di fattori fisici (ad esempio l’efficienza organica, il peso, il tasso metabolico) e sono quindi soggetti a limitazioni fisiche,  la quantità di denaro speso al gioco d’azzardo, seppur anch’essa limitata, è legata alla disponibilità di denaro del giocatore

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10/08/2015

MULTITASKING – Influenze mentali derivanti dall’uso dei Media

Un caso di studio sul Media Multitasking dei ragazzi in via di sviluppo

Cos’è il Media Multitasking o M2?

Il Media Multitasking comporta l’uso di TV, il Web, radio, telefono, stampa, o qualsiasi altro supporto in combinazione l’un con l’altro. Indicato anche come “l’uso dei media simultaneo,” o “multicommunicating,” questo comportamento è emerso come sempre più comune, soprattutto tra i più giovani utenti dei media – Wikipedia

Nota: condivido con voi questo interessante articolo, pioniere di quello che è un argomento sempre più discusso e ancora largamente studiato e in via di sviluppo. L’articolo che vi propongo oggi è da leggere a scopo informativo, come sempre, perché non si vogliono dare giudizi o soluzioni ma soltanto spunti di riflessione e argomenti utili al confronto. Il tema del rapporto con le nuove forme di comunicazione è davvero vasto e molte persone mi hanno chiesto di affrontarlo. Ho deciso di incominciare con questo aspetto relativo all’influenza dell’uso massiccio del Multitasking dei Media nella nostra v

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