INSUCCESSO – L’insuccesso, un severo maestro di vita

08/02/2016

INSUCCESSO – L’insuccesso, un severo maestro di vita

L’insuccesso è un’esperienza umana molto comune, nessuno di noi arriva all’età adulta senza aver sperimentato il fallimento e senza essersi confrontato con il proprio modo di reagire alla sconfitta. A tutti capita di sbagliare o non raggiungere un obiettivo prefissato. La reazione personale a queste situazioni risulta fondamentale per la realizzazione nella vita. La nostra felicità, il nostro benessere, individuale e collettivo, dipende anche da questo. Il fallimento ferisce, delude sempre, ma rappresenta anche un’esperienza formativa, educativa ed indispensabile alla crescita se si comprende cosa è necessario fare di diverso per il proprio futuro. Per questo è importante capire quali reazioni e conseguenze ha su di sé l’insuccesso, quali sono le ferite psichiche che provoca e quali sfide emotive si devono affrontare per risanare la propria identità psicologica. Quando viviamo l’insuccesso la nostra salute psicologica si trova davanti ad un pericolo e alla necessità di prendersi cura di se stessi.

Gli insuccessi infliggono ferite psicologiche che agiscono su determinati aspetti del sé:

1_ danneggia

Pubblicato in Lutto, Traumi e Violenza da Dott.ssa Marcella Caria | Tags: , , ,
17/01/2016

LUTTO – L’intervento psicologico al malato terminale

La realtà della malattia in fase avanzata e terminale si presenta con caratteristiche di complessità e multi-dimensionalità, definibili come il risultato di una serie di fattori biologici, psicologici e sociali, non scindibili tra loro. Ciascuno di essi assume significato proprio perché connesso inestricabilmente agli altri. I diversi aspetti, sia organici che psicologici, sono vissuti con molta intensità dal malato e dalle persone a lui vicine. E’ pertanto evidente come la competenza psicologica sia importante per poter sviluppare la capacità di saper contenere ed elaborare tensioni e sofferenze nel modo migliore possibile.

Il paziente terminale è un individuo che vive la vicinanza alla morte e per questo si trova alle prese con l’esperienza più grande e importante di tutta la vita. In lui non sono presenti solo le necessità di chi è malato, ma anche i bisogni del morente. In tal senso l’intervento va colto nella sua dimensione globale ed olistica e deve necessariamente collocarsi al servizio della soggettività del paziente, spostando l’attenzione dalla malattia alla persona del malato e ai suoi vissuti emotivi.

Il bisogno di “essere qualcuno”:

Pubblicato in Lutto, Traumi e Violenza da Dott.ssa Marcella Caria | Tags: , ,

17/07/2015

MORTE – Osservazioni sulla centralità della morte nell’esperienza di vita

Sebbene la morte fisica ci distrugga, l’idea della morte può salvarci

La paura della morte filtra sempre da sotto la superficie. Ci accompagna per tutta la vita e pertanto erigiamo difese, molte basate sulla negazione, per aiutarci ad affrontare la consapevolezza dell’ineluttabilità della fine dell’esperienza di vita. Ma non possiamo tenerla lontana dalla mente, può esprimersi nelle nostre fantasie e nei nostri sogni, in ogni incubo c’è l’impronta inconfondibile della morte. La transitorietà terrena è ineliminabile.

Esistono molte buone ragioni per le quali dovremmo affrontare la morte nel corso della psicoterapia. Data la necessità di esplorare noi stessi in profondità, del corso e del significato della nostra vita, la centralità della morte nella nostra esistenza, oltre al fatto che la vita e la morte sono interdipendenti, come possiamo negarla o rimandare di affrontare questo tema?

Da sempre gli uomini si sono resi conto che ogni cosa svanisce, hanno paura di questo oblio e devono trovare un modo per vivere nonostante la paura della dissoluzion

Pubblicato in Lutto, Traumi e Violenza da Dott.ssa Marcella Caria | Tags: , ,
27/01/2015

DEPORTAZIONE – Il trauma psicologico della deportazione

Il rientro a casa e la necessità di esternare per riconquistare un’identità

Quando finalmente i Lager nazisti vennero aperti, dopo la liberazione da parte degli Alleati nel 1945, quelle che si potrebbero definire le felici circostanze della finita prigionia sono state invece per i deportati dense di sofferenza. Le numerose testimonianze ci raccontano come la desiderata libertà e il ritorno a casa racchiudono numerose difficoltà. Gli ostacoli non riguardano solamente il tentativo di riacquistare le forze fisiche perdute, ma di ritrovare le energie psichiche per affrontare la ricostruzione della propria personalità. La liberazione concreta e l’uscita dal Lager non coincidono con la liberazione della persona: il rientro a casa, il bisogno di ristabilire i contatti con il mondo e le persone, la necessità di essere come gli altri e di essere accettati dagli altri sono le tappe di un lungo cammino verso la riconquista della propria dignità. Dominati da un enorme edificio di violenza e minaccia, gli ex deportati percepiscono, una volta liberati, di essere stati derubati della propria identità: la prigionia ha trasformato i pensieri e i desideri, tutto si r

Pubblicato in Lutto, Traumi e Violenza da Dott.ssa Marcella Caria | Tags: , ,