BINGE – Il ciclo Diet-Binge

10/07/2016

BINGE – Il ciclo Diet-Binge

10 suggerimenti per reclamare il proprio corpo

BINGE - Il ciclo Diet-Binge

immagine dal web

Cos’è il Binge Eating Disorder 

Il Binge Eating Disorder, o sindrome da alimentazione incontrollata, è un disturbo psicologico del comportamento alimentare che spinge il soggetto a compiere grandi abbuffate, in modo veloce e vorace, finché non è completamente sazio (sazietà percepita)

Nonostante tutto quello che gli annunci e le pubblicità di diete o prodotti per la linea dicono, entrare in un bikini “taglia zero” non dovrebbe essere il principale scopo nella vita. Né questo falso obiettivo aiuterà a raggiungere la gioia, l’autostima, la serenità o la fiducia in voi stessi. La nostra cultura pone una tale enfasi sull’apparenza che è difficile non lasciarsi influenzare da quella che è soltanto una versione, un’interpretazione della bellezza secondo la società moderna. Una proiezione ideale sostenuta dalla pubblicità e dai Media che a loro volta sono approvvigionati dall’industria multimiliardaria delle diete e dei prodotti associati.

Molte persone si paragonano costantemente alle immagini delle celebrità preferite ed ottengono di rimando un messaggio forte e chiaro: se vuoi avere successo, ricchezza o una relazione con un partner di bell’aspetto devi iniziare una dieta. Il modo in cui si interpretano i messaggi e le richieste della società oltre al modo in cui ci si approccia alla dieta possono, in alcuni casi, provocare l’insorgere di disturbi del comportamento alimentare.

Affidandosi a innumerevoli suggerimenti e indicazioni diffuse dai Media, che suggeriscono come perdere peso, tantissime persone si sono imposte di affrontare la fame tutto il giorno evitando gli alimenti connotati come “cattivi”. Chi limita fortemente l’assunzione di calorie durante la giornata, chi salta la prima colazione, chi si distrae dal pranzo con un programma di lavoro molto intenso e chi stringe i denti per saltare la cena. A fine giornata però il corpo è affamato e arrabbiato! Ha bisogno di sostentamento per realizzare tutto quello che è necessario che faccia.

Quando si spinge il corpo a produrre senza dargli il carburante di cui ha bisogno è come chiedere alla propria automobile di coprire una distanza di 100 Km con il serbatoio vuoto. Nel momento in cui questo accade può attivarsi il comportamento BINGE. In uno stato di spossatezza e fame, il giudizio è squilibrato e può aumentare l’impulsività. Nel tentativo di ribilanciare la mancanza di cibo ci si può sentire emotivamente vulnerabili, predisposti a “lasciarsi andare” in cerca di energie e zuccheri da mettere nel sangue, nel tentativo di compensare il vuoto.

Quando incomincia il processo BINGE ci si trova probabilmente in uno stato distaccato, fuori da sé. Molte persone affermano di non assaggiare nemmeno quello che stanno mangiando o addirittura vivono l’esperienza di guardarsi dall’esterno mentre sono in piedi in preda al BINGE, senza avere la capacità di fermarsi. Le abbuffate portano inoltre ad uno stato di dolore fisico e spossatezza e la persona prova senso di colpa, vergogna, impotenza, odio di sé, oltre alla perdita di controllo.

Questi pensieri ed esperienze predispongono l’inizio del processo BINGE con il ritorno alla situazione di dieta forzata. Inizia così il “restrict-binge-restrict cycle” (ciclo di Restrizione-Abbuffata-Restrizione) che può causare gravi complicazioni mediche, dolore emotivo e psicologico. Non è facile scegliere consapevolmente di ignorare le immagini e i messaggi che indicano ciò che si dovrebbe e non dovrebbe mangiare o quanto si dovrebbe pesare.

Ma ci sono importanti passaggi che si possono osservare e prendere come punti di riferimento per contribuire a spezzare il “restrict-binge-restrict cycle”, reclamare il proprio corpo e cominciare a concentrarsi su modi più significativi per raggiungere un vero senso di autostima:

1. Onorare e rispettare l’unicità del proprio corpo per come è stato concepito e per come va guardato

2. Effettuare la scelta consapevole di ascoltare il proprio corpo in modo da mangiare quando si ha fame e diventare più consapevoli del senso di sazietà

3. Darsi il permesso di godere di ciò che si sta mangiando! Prendere il proprio tempo per gustare e apprezzare il cibo. La persona può essere consapevole della pienezza solo se è “presente” nel momento in cui sta mangiando

4. Smettere di seguire una dieta “fai da te”! Concentrarsi invece sulla dimensione delle porzioni e mangiate pasti equilibrati e spuntini

5. Non saltare i pasti. Questi si configureranno come processo BINGE a fine giornata

6.   Pensare al cibo come fonte sana di energia positiva e di sostentamento, piuttosto che una fonte di conforto, ricompensa o ad un’arma per combattere uno stato emotivo negativo

7. Smettere di etichettare i cibi come “buoni” o “cattivi”. Questo aggiunge una componente emotiva inutile e vi predispone alla ricerca di una dieta

8. Decidere quanta importanza dare alla bilancia e fino a che punto questa si permetterà di stabilire il vostro valore. Voi valete di più di quel numero!

9. Coltivare una pratica di gratitudine per tutte le cose incredibili che il corpo fa per voi tutti i giorno

10. Scegliere di spendere meno energie pensando e dando importanza al cibo, alle calorie e alla forma del proprio stomaco. Piuttosto reinvestite queste energie in hobby, relazioni con gli altri, crescita personale e professionale concentrandovi nel presente e nella costruzione del proprio futuro.

NOTA: E’ bene fare una precisazione alla definizione di Binge per evitare equivoci. E’ importante distinguere la sazietà o pienezza oggettiva (dello stomaco) da quella percepita. Nella definizione si intende la pienezza percepita. A questo punto però bisogna comprendere l’importanza del punto 2 dell’articolo, che necessita di un lavoro personale e, nelle situazioni più difficili, anche di un sostegno da parte di professionisti qualificati. Lo sforzo che è proteso a maturare la coscienza di questa distinzione, che è una delle basi per cercare di cambiare l’atteggiamento nei confronti della situazione Binge, è quindi di fondamentale importanza.

Dott.ssa Marcella Caria


ATTENZIONE! Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. E’ pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.
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