INFANZIA – Il ruolo materno nello sviluppo infantile

12/02/2015

INFANZIA – Il ruolo materno nello sviluppo infantile

Le cure e l’amore materno rappresentano un elemento fondamentale nello sviluppo psicologico esercitando un ampio effetto positivo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino.

INFANZIA - Il ruolo materno nello sviluppo infantile

immagine di J. Mourin

“Dove c’è un bambino vi sono anche delle cure materne che lo tengono in vita”. Con queste parole lo psicanalista inglese Donald Winnicott sintetizza il suo pensiero riguardante lo sviluppo psichico e fisico del bambino. È importante quindi considerare il ruolo della madre come centrale per la crescita: a lei spetta il compito di fornire gli strumenti necessari al neonato per seguire l’evoluzione e la maturazione cui egli è geneticamente predisposto. E’ possibile pertanto affermare che la madre è insostituibile e primaria per lo sviluppo e l’emancipazione del proprio bambino, infatti, grazie alla sua sensibilità, precede, interpreta e fronteggia efficacemente i bisogni del figlio favorendo le condizioni necessarie al suo sviluppo fisico e psicologico.

La madre risulta capace di anticipare e provvedere alle necessità del figlio favorendo le condizioni indispensabili al suo sviluppo: fornisce un ambiente di sostegno sia fisico che psichico ponendo in secondo piano i propri bisogni e sintonizzandosi su quelli del bambino; presenta il mondo favorendo una forma d’interazione con gli oggetti e le altre persone, che permette al bambino di cominciare a delineare la sua integrazione e il suo sé; ha funzione di supporto e rinforzo mantenendo attivo lo scambio col bambino. Viceversa il bambino si lascia guidare dalla madre nella conoscenza del mondo: la sua attenzione è attirata dalle azioni e dagli oggetti che utilizza o tiene in mano la madre e dalle persone che interagiscono con lei.

Lo sviluppo infantile è quindi il risultato di un lavoro di coppia verso l’indipendenza e l’incontro con la realtà ambientale e sociale. Pertanto è possibile definire la coppia madre-bambino come un organismo sovra-individuale che con una parte di sé provvede a se stesso affinché l’altra parte raggiunga l’autonomia necessaria per staccarsi e procedere in maniera autonoma.

In base a questi presupposti, uno sviluppo armonico è collegato ad una buona intesa e ad un buon equilibrio nella diade madre-bambino. Se da un lato il bambino presenta una spinta evolutiva innata, dall’altro tale spinta si combina con la necessità del bambino di rifornirsi presso la madre del nutrimento alimentare ed affettivo. È dunque importante che la madre accolga le richieste “fusionali” del bambino e, a tempo stesso, assecondi le sue tendenze verso uno sviluppo indipendente. Crescendo, infatti, il bambino, grazie alla conquista di nuove funzioni autonome dell’Io (percezione, memoria, pensiero, esame di realtà) e di nuove capacità motorie, va alla scoperta del mondo e dell’altro, allontanandosi anche fisicamente dalla madre fino a raggiungere la consapevolezza di essere separato da lei. Il piccolo si allontana quasi dimenticandosi fugacemente della madre e, se a tratti si accorge di essere solo, ritorna alla ricerca del rifornimento affettivo. La madre rappresenta un riferimento per il bambino, che ritorna da lei per acquisire sicurezza emotiva e per sentire la presenza di chi lo tranquillizza e lo protegge.

Lo sviluppo infantile è quindi caratterizzato, come sostenuto dalla psicoterapeuta Margaret Mahler, da due tendenze principali, innate ed operanti sin dall’inizio della vita: una spinta alla separazione dalla coppia duale ed una spinta ad individuarsi come persona dotata di caratteristiche proprie.

Nella migliore delle ipotesi, l’evoluzione beneficia di entrambe queste tendenze, le quali, affinché tutto proceda bene, hanno bisogno che la realtà, in cui il bambino è immerso, le assecondi e che lo sviluppo neurofisiologico e psichico prosegua nel migliore dei modi. La situazione ottimale sembra essere quella in cui la consapevolezza della separazione, in termini di differenziazione dalla madre, proceda parallelamente allo sviluppo del funzionamento autonomo del bambino: solo in questo modo il bambino sarà in grado di trovare la giusta distanza dalla madre per ottenere una propria individualità definita.

Concludendo, è possibile affermare che le cure e l’amore materno rappresentano un elemento fondamentale nello sviluppo psicologico esercitando un ampio effetto positivo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. La figura materna stimola e sostiene il bambino aiutandolo nella scoperta di sé e verso la conoscenza del mondo.

Il rapporto madre-bambino è costitutivo dell’esperienza umana e pertanto l’evoluzione della personalità non può essere considerata e studiata soltanto a partire dal neonato, ma soprattutto indagando l’unicità e la ricchezza di questa relazione.

Dott.ssa Marcella Caria


ATTENZIONE! Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. E’ pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.
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