AZZARDO - Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni

AZZARDO – Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni

AZZARDO – Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni


Il gioco d’azzardo è un interessante fenomeno psicologico. Esistono numerose ricerche su come i processi psicologici possano influenzare il comportamento legato al gioco d’azzardo. Di seguito quattro tranelli molto comuni:

AZZARDO - Gioco d’azzardo: 4 errate convinzioni

immagine di Steven Van Hasten

1. La fallacia dello scommettitore

La fallacia dello scommettitore riguarda l’errata convinzione che eventi accaduti nel passato influiscano sugli eventi futuri nell’ambito di attività governate dal caso. Di seguito alcune errate convinzioni:

  • Un evento casuale ha più probabilità di verificarsi perché non si è verificato per un periodo di tempo;
  • Un evento casuale ha meno probabilità di verificarsi perché non si è verificato per un periodo di tempo;
  • Un evento casuale ha più probabilità di verificarsi perché si è verificato di recente;
  • Un evento casuale ha meno probabilità di verificarsi perché si è verificato di recente.

2. Aspettative mutevoli rispetto alle possibilità di vittoria

In un recente esperimento, è stato chiesto ad alcuni scommettitori di corse di stimare la probabilità di vittoria del proprio cavallo preferito sia prima sia dopo aver scommesso. Dopo aver piazzato le scommesse, i giocatori tendono a credere che il proprio cavallo abbia una maggiore probabilità di vittoria rispetto a prima della giocata. L’impegno sancito col denaro e l’illusoria sicurezza che ne deriva innescano nello scommettitore la convinzione che il proprio cavallo sia più promettente.

3. Gioco e superstizione

Molti giocatori d’azzardo credono fermamente di poter escogitare un modo per vincere. Alcuni, ad esempio, cercando di prevedere l’andamento dei risultati in giochi governati dal caso, ma ovviamente è impossibile. Altri scelgono slot-machines “calde”, considerate sull’onda vincente perché stanno elargendo un jackpot dietro l’altro, oppure preferiscono slot-machines “fredde”, ovvero macchine che da tempo non pagano e che nell’immaginario del giocatore sono “pronte” per un’imminente vincita. Infine, c’è chi si affida a talismani e/o gesti rituali sperando di propiziare la fortuna.

4. Sentirsi di buon umore può aumentare la compulsione a giocare d’azzardo

Uno studio ha recentemente dimostrato la relazione tra eventi o situazioni che provocano uno stato d’animo positivo e l’incremento del gioco d’azzardo. Infatti, il buon umore porta ad una maggiore propensione verso l’assunzione di rischi.

Conclusioni

Il gioco d’azzardo può essere terribilmente seducente e questi processi psicologici esercitano un ruolo determinante nel promuovere e alimentare una vera e propria dipendenza. Per affrontare una dipendenza è importante conoscere gli aspetti psicologici sui quali si poggia e gestirla sempre con l’aiuto di figure professionali vocate e competenti.

Fascino binario del gioco, fra il piacere del vincere e l’estasi del perdere,
sfogo d’aggressione amorosa e pulsione infrenabile di morte – Gesualdo Bufalino

© 2018 Dott.ssa Marcella Caria, tutti i diritti riservati

Questo articolo è stato scritto da Dott.ssa Marcella Caria – © DOTT.SSA MARCELLA CARIA 2018. Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi ridistribuzione o riproduzione di parte o di tutto il contenuto in qualsiasi forma diversa da quanto segue: è possibile copiare il contenuto per l’uso personale di terze parti, ma solo se si riconosce esplicitamente Dott.ssa Marcella Caria come fonte del materiale; Non è possibile, se non con l’espressa autorizzazione scritta di Dott.ssa Marcella Caria, distribuire o sfruttare commercialmente il contenuto, né è possibile trasmetterlo o memorizzarlo in qualsiasi altro sito Web o in un’altra forma di sistema di recupero elettronico o informatico.

ATTENZIONE!

Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. É pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.

Dott.ssa Marcella Caria
Dott.ssa Marcella Caria

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico. Collabora in qualità di Docente con l’Istituto Mosaico Psicologie – riconosciuto MIUR – in classi di formazione post-universitaria. Regista di gruppi terapeutici mediante Psicodramma Analitico Integrato. Supervisore Clinico a colleghi e ad altre professioni sociosanitarie e socioeducative. Psicologo Recruiter.