SEPARAZIONE – Separazione e Figli: gli 8 fattori protettivi

08/03/2015

SEPARAZIONE – Separazione e Figli: gli 8 fattori protettivi

SEPARAZIONE - Separazione & Figli: gli 8 fattori protettivi

immagine tratta dal web

Di fronte alla separazione dei genitori quasi tutti i figli sono tristi. Questo non significa che saranno inevitabilmente infelici per una vita intera. Infatti, la grande maggioranza non si troverà, negli anni successivi, in condizione di svantaggio rispetto alle famiglie intatte per ciò che riguarda, ad esempio, le capacità relazionali, il successo a scuola o nel lavoro. Questo è stato dimostrato da due ampie ricerche statunitensi sulle dinamiche del divorzio, che hanno accompagnato ed osservato figli di genitori separati nell’arco di decenni (Hetherington e Kelly, 2002; Wallerstein, Lewis e Balkeslee, 2000). Questi studi hanno però anche riscontrato che nei figli di coppie separate sussiste un maggior rischio di problematicità e difficoltà nel gestire la propria vita se i genitori non si attengono ad alcune regole di comportamento.

Per mantenere la serenità e il benessere, anche futuri, dei propri figli, i genitori devono compiere maggiori sforzi di quelli che sono necessari nelle famiglie intatte. Se i genitori ci mettono quest’impegno, non hanno nulla da rimproverarsi per il fatto che la famiglia che avevano creato si è dissolta.

I seguenti “fattori protettivi” agiscono in modo che i figli diventino adulti felici e soddisfatti.

1. Affidabilità

Anche dopo la separazione i genitori devono rimanere affidabili. Sulla loro cura e protezione i figli devono poter sempre contare, qualsiasi cosa accada. Questo richiede da entrambi i genitori autocontrollo, capacità di pianificazione e spirito di adattamento alla nuova situazione. E’ importante che i genitori definiscano il prima possibile un’organizzazione stabile e prevedibile del quotidiano per far sì che il bambino si senta al riparo. I bambini hanno bisogno di una “base sicura”, un terreno solido sul quale ricostruire la propria vita dopo la separazione dei genitori. Lo spostarsi continuamente da un posto all’altro ha un effetto destabilizzante, soprattutto per i bambini più piccoli fino ai 10 anni.

2. Evitare la svalutazione reciproca

I genitori non devono dare un’immagine idilliaca del loro rapporto dopo la separazione (i figli domanderebbero, a ragione, perché mai si sono separati), ma bisogna evitare litigi accesi e offese reciproche pur potendo esprimere idee differenti. In questo può essere d’aiuto ripromettersi di non svalutarsi e insultarsi a vicenda soprattutto d’innanzi al figlio. Un’alleanza questa determinante ai fini di evitare al bambino lo sviluppo di quella condizione psicologica definita “Sindrome da Alienazione Genitoriale”. Una vera e propria forma di violenza emotiva, capace di produrre diverse e significative psicopatologie sia nel presente che nella vita futura dei bambini coinvolti.

3. Evitare di viziare i figli

I genitori non dovrebbero viziare i propri figli per un senso di colpa perché questo porterebbe solo ad una tranquillità temporanea ed apparente. Sostituire la propria presenza genitoriale con frequenti concessioni non significa “non far mancare nulla al bambino”. Questo approccio minaccia rapidamente l’autorevolezza e sposta il ruolo genitoriale orientandolo sull’avere anziché sull’essere. Il bambino riconosce così il genitore in quanto facile distributore di temporaneo appagamento anziché il suo riferimento nella vita. Il figlio acquisirà così il diritto a pretendere, mentre il genitore non avrà ne elaborato il senso di colpa ne svolto un ruolo costruttivo per entrambe le parti. Paradossalmente il figlio avrà acquisito un’autorità irrazionale basata sul proprio potere che può utilizzare per sfruttare il genitore asservito. E’ importante che i genitori mantengano il ruolo di educatori coerenti e responsabili. Devono adottare uno stile educativo autorevole in cui, come genitori, si assumono le proprie responsabilità, pongono limiti e regole e mantengono gli impegni.

“L’autorità razionale si fonda sulla competenza, e aiuta a crescere coloro che a essa s’appoggiano.

L’autorità irrazionale si basa sul potere e serve a sfruttare la persona che a essa è asservita” – Erich Fromm

4. Non trattare i figli come partners

Nel caso dei nuclei mono-genitoriali si presenta, spesso in maniera inconsapevole, il rischio di considerare il figlio come sostituto affettivo del partner. Questo desiderio può essere condiviso anche dai figli che desiderano prendersi cura del genitore rimasto solo. I genitori devono comprendere però che non si può colmare la mancanza dell’amore di un partner, con l’amore di un figlio. E’ responsabilità del genitore fare in modo che questo non accada, soprattutto quando il figlio non è ancora abbastanza maturo per comprendere di non doversi sostituire al partner mancante.

E’ compito del genitore evitare al figlio il senso di colpa per non riuscire ad essere un degno sostituto. Il figlio non potrà mai esserlo! E’ molto importante che i genitori stabiliscano sani confini tra il ruolo di genitore e la loro vita extra-genitoriale, così che anche il figlio possa coltivare la propria indipendente esperienza di vita.

5. Guardare al futuro con ottimismo

Lo sguardo dei genitori dovrebbe essere rivolto al futuro e non bloccato nel passato e al pensiero sull’ex partner; è importante trasmettere ai figli una visione ottimistica del futuro. E’ controproducente parlare esclusivamente di dolore, di come era bello prima o di quanto sia difficile adesso. La nuova realtà è quella da costruire insieme e solo quella necessita attenzione. Per quanto è possibile i genitori non dovrebbero mostrare eccessivamente la propria parte sofferente al figlio e coinvolgerlo in sentimenti di gelosia o vendetta nei confronti dell’ex partner. Strumentalizzare il figlio affinché diventi complice dei propri risentimenti nei confronti non permette al figlio di mantenere una relazione amorevole con entrambi i genitori.

Approcciarsi al futuro con ottimismo non significa sforzarsi a tutti i costi di vedere un futuro sempre roseo. Un genitore maturo comprende le potenziali minacce derivanti dalle future difficoltà, ma responsabilmente le affronta in presenza del figlio con ottimismo. Nel momento in cui i genitori guardano al futuro con ottimismo stanno dando un esempio al figlio di come si attraversano le difficoltà. Questo esempio diventa un insegnamento di vita.

6. Ricorrere ad un supporto professionale

I genitori che affrontano una separazione si trovano in una situazione di fragilità emotiva e per questo dovrebbero ricorrere ad un supporto psicologico professionale nel caso non riescano a gestire in maniera adeguata il cambiamento. Assumersi la responsabilità del cambiamento innescato spetta in primis ai genitori che non dovrebbero rimandare, mollando il carico sul futuro dei figli. I genitori rappresentano un modello per i propri figli ed è importante trasmettere sicurezza ed affidabilità.

Essi devono fare ricorso alla propria sensibilità e riconoscere quando i figli stessi necessitano di un supporto emotivo da parte di uno psicologo. Anche nel dubbio è preferibile un confronto con un professionista competente. L’emotività di tutte le persone coinvolte nel cambiamento va salvaguardata.

7. Trasmettere una buona autostima

Uno degli effetti negativi particolarmente duraturi della separazione è una bassa autostima nei figli. Spesso si sentono colpevoli della situazione, manifestano ansie in situazioni sociali, fino a temere la costruzione di relazioni di intimità affettiva. E’ fondamentale trasmettere ai figli il messaggio che meritano amore, apprezzando e valorizzando quello che fanno. I genitori dovrebbero impegnarsi a passare il messaggio che nulla di quanto è accaduto è frutto di una mancanza del figlio. La separazione è faccenda esclusivamente legata alla relazione tra i genitori e assolutamente indipendente dall’interazione col figlio. La minaccia della mancanza di autostima deve essere scongiurata: se il bambino perde la fiducia in se stesso percepirà l’universo contro di sé, ora e potenzialmente anche in futuro.

8. L’unione fa la forza

Un fattore protettivo particolarmente rilevante è rappresentato dal fatto che i genitori riescano a collaborare anche se si sono separati come partners. Ancora più importante è che dimostrino ogni giorno che vogliono il bene dei propri figli nonostante tutto quello che è successo e che questo affetto durerà per una vita intera. Si è genitori per tutta la vita. Il figlio ha diritto alla presenza genitoriale. Questa non gli può e non gli deve essere preclusa dall’arrivo di un nuovo partner.

Dott.ssa Marcella Caria


ATTENZIONE! Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. E’ pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.
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