RANCORE – Cinque modi per nutrire il rancore

03/06/2018

RANCORE – Cinque modi per nutrire il rancore

immagine di Gaia Alar [Marie-Esther]

immagine di Gaia Alar [Marie-Esther]

A tutti è capitato, prima o poi nella vita, di aver nutrito rancore o di essere stati oggetto di rancore. Il rancore è un sentimento di odio, sdegno, un risentimento profondo, non manifestato apertamente, ma tenuto nascosto e covato nell’animo. I rancori possono essere di breve durata o perdurare nel corso della vita e portare alla perdita o alla distruzione di relazioni importanti. Alcune persone sono maggiormente predisposte nel serbare rancore a causa del loro temperamento e per la scarsa attitudine al confronto durante i conflitti. Altre assumono comportamenti evitanti per non affrontare le proprie e le altrui emozioni.

Ci sono diversi modi per continuare a nutrire rancore. Di seguito i più comuni:

  1. Malintesi e supposizioni

A volte si pensa erroneamente che gli altri abbiano cattive intenzioni quando invece non è sempre così. Se non si è consapevoli delle proprie proiezioni è molto probabile che nasca rancore.

  1. Aspettative irrealistiche

Può accadere di avere grandi aspettative e quando non sono corrisposte ci si sente urtati o delusi. Pertanto, l’impegno consiste nel ridimensionare le proprie aspettative.

  1. Sentirsi esclusi

Ci si sente usati, sfruttati, ignorati o addirittura abbandonati. Gli altri danno l’impressione di non avere sufficienti attenzioni: un amico che risponde solo quando ha bisogno; un invito non ricevuto per un evento ritenuto importante; la scarsa considerazione dei propri bisogni da parte degli altri in contesti sociali; etc. La forza dei propri bisogni, a volte ancora infantili, condiziona il valore e il senso delle prospettive proprie ed altrui.

  1. Essere disgustato e raggiungere il limite

Esperienze dolorose condizionano la personale soglia di sopportazione fino all’esaurimento delle proprie energie e della propria pazienza. Di conseguenza, si diventa meno tolleranti.

  1. Invidia

Rancori radicati e relazioni sterili favoriscono sentimenti d’invidia. Non si tollera che altri abbiano doti pari o superiori, o riescano meglio in attività o abbiano maggiore fortuna. La chiave è nel riconoscere i propri problemi di autostima profondamente radicati.

Osservazioni finali

Il tema delle prospettive può essere riconosciuto come unico comune denominatore riguardo alle ragioni che nutrono il rancore. Troppo spesso le reazioni personali non considerano l’esperienza, la vita, la storia, le idee e l’unicità altrui.

 

“La forma più fondamentale d’amore è l’amore fraterno. Con questo intendo senso di responsabilità, premure, rispetto, comprensione per il prossimo; esso è caratterizzato dall’assenza di esclusività”

Erich Fromm

Dott.ssa Marcella Caria


ATTENZIONE! Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. E’ pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.