ADOLESCENZA – Il periodo adolescenziale

18/12/2014

ADOLESCENZA – Il periodo adolescenziale

L’adolescenza è un momento di inevitabile crisi e cambiamenti che coinvolgono i giovani e la famiglia

ADOLESCENZA - Il periodo adolescenziale

immagine di Stephen B. Whatley

L’adolescenza può essere definita come una vera e propria rivoluzione che investe sia gli aspetti fisiologici sia quelli psichici.

Le parole chiave di questo periodo sono “cambiamento” e “crisi”

La crisi diventa l’occasione di una trasformazione dell’identità dove l’intero mondo dei riferimenti muta, coinvolgendo al tempo stesso emozioni, sentimenti, cognizioni e sensazioni dell’adolescente, che ora s’interroga freneticamente alla ricerca di se stesso. I cambiamenti puberali, con il loro carico di trasformazioni anatomiche e fisiologiche, inaugurano l’adolescenza: il/la ragazzo/a perde le certezze del proprio corpo e i bruschi e vistosi cambiamenti di natura qualitativa fanno si che non si riconosca più.

È un periodo caratterizzato dalla caduta di tutte le certezze acquisite in precedenza ed è per questo che l’adolescente necessita di una reinterpretazione di se stesso, che gli restituisca un senso di quiete ed argini il disordine interno.

Il radicale cambiamento dell’immagine corporea produce un duplice disagio psichico: da un lato l’angoscia di vedere il proprio corpo che si modifica rimanda alla necessità di un lavoro psichico di notevole dispendio per ricostruire un’immagine di sé integrata, dall’altro l’angoscia che deriva dall’ignoto e dall’incertezza rispetto all’esito dei mutamenti in atto.

Durante questo periodo l’adolescente è turbato da due particolari eventi: 

1. il suo mondo utopico si scontra con la realtà e di conseguenza nasce in lui inquietudine;

2. crolla l’onnipotenza degli adulti, avendo raggiunto fisicamente e cognitivamente il mondo adulto e riuscendo a riconoscere le incongruenze di tale mondo.

Altro motivo importante di confusione è la perdita dell’identità sociale siccome all’adolescente non è riconosciuto uno status ben definito. Questa confusione, con tutte le angosce conseguenti, è affrontata attraverso la negazione e quindi ponendosi in atteggiamenti di posizioni assolute. Un’altra difesa è la negazione maniacale attraverso la quale l’adolescente è convinto che cinismo e distruzione siano le caratteristiche per diventare adulto. Anche la fantasia è vista come metodo di difesa in quanto paragonata effettivamente alla realtà.

L’adolescenza è inoltre caratterizzata dalla battaglia che spesso insorge contro i genitori, condotta in molti modi: da un’ostentata indifferenza nei loro confronti, alla denigrazione, alla sfida, alla critica esacerbata rispetto a tutti i valori e le norme di cui questi sono portatori. Alcuni adulti, tuttavia, assumono un ruolo fortemente carismatico nell’universo immaginario degli adolescenti conservando una funzione referenziale nel processo di crescita, perché in grado di ascoltarli, prendendoli sul serio, e di restituire loro un’immagine di sé valorizzata. Gli adulti, assunti come riferimenti ideali di se stessi, presi a prestito dal mondo della musica, della letteratura o dello sport, consentono all’adolescente di differenziarsi sempre più dalle persone del proprio ambiente familiare. In altre parole, l’adolescente dispiega un miscuglio di sprezzante indipendenza e di bisognosa dipendenza e queste due posizioni si alternano e coesistono di modo che l’adolescenza presenta un paradosso. È evidente che ciascuno di questi atteggiamenti opposti dà per scontato il controllo adulto del cui sostegno l’adolescente ha necessità.

Nell’adolescente, la ricerca di sé non avviene solo attraverso la contrapposizione e l’identificazione con l’adulto, ma anche in un confronto più allargato con i coetanei, in mezzo ai quali egli si ritrova. Se l’altro non è vissuto come eccessiva fonte di minaccia, specchiarsi nei pari, uniformarsi e omogeneizzarsi nella logica mimetica del gruppo è un’esperienza rassicurante che consente all’adolescente di sentirsi come gli altri, “normale” rispetto alle inquietudini che prova. Vestirsi uguale, parlare uguale, condividere le stesse esperienze garantisce, infatti, di non essere soli con se stessi di fronte al mondo degli adulti.

L’esperienza di questi anni diventa allora quella di confondersi per poi differenziarsi, omologarsi e conformarsi per poi riemergere alla ricerca di una propria distinzione. In questa fase, l’amico/a del cuore, l’alter ego, rappresenta un’ulteriore possibilità di conoscersi e costruire se stesso nel rapporto e nel confronto con l’altro. Chiarirsi attraverso l’altro, infatti, consente di chiarirsi principalmente con se stessi, in un gioco appassionato, contrassegnato in maniera ambivalente sia dal bisogno narcisistico di sentirsi unico, sia dalla paura di sentirsi diverso dagli altri. Dopo l’incontro stabilizzante con l’amico/a dello stesso sesso si è pronti per avventurarsi verso amicizie con persone identificabili come partners, amicizie che assumono il sapore dell’innamoramento, in cui l’adolescente, attraverso investimenti affettivi ed inevitabili delusioni, sperimenta la sua nuova identità e sessualità.

Dott.ssa Marcella Caria


ATTENZIONE! Il materiale pubblicato è volto ad essere spunto di riflessione sui temi trattati e non vuole essere in alcun modo sostitutivo di indicazioni e/o trattamenti terapeutici. La gestione di difficoltà e disagi emotivi deve sempre essere affrontata con l’aiuto  di professionisti del settore. E’ pertanto importante contattare direttamente una figura professionale competente affinché possa valutare la specifica situazione e fornire le adeguate indicazioni terapeutiche.
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