IDENTITÀ – Uomini perfetti: il corpo teatro di emozioni taciute

14/09/2017

IDENTITÀ – Uomini perfetti: il corpo teatro di emozioni taciute

Così come l’alcolismo era un tempo considerato un problema esclusivamente maschile, i disordini del comportamento alimentare e i disturbi dell’immagine corporea sono spesso erroneamente considerati come problemi esclusivamente femminili. Ad esempio, negli Stati Uniti la metà degli adulti in sovrappeso sono uomini e si stima che più del 25% delle persone con bulimia e anoressia siano maschi. Il National Institutes of Health americano denuncia che almeno un milione di uomini soffrono di disturbi alimentari. Uno sguardo alla letteratura professionale sul tema evidenzia che i disordini alimentari maschili siano stati tradizionalmente non riconosciuti, sottovalutati e generalmente fraintesi.

Durante la crescita, i maschi sono spesso scoraggiati dalla società ad esprimere le proprie emozioni perché considerate, erroneamente, un segno di debolezza. Sono molto più spronati ad essere emotivamente “duri”, “uomini che non devono chiedere mai”,  capaci “per natura” di gestire i problemi da soli. In realtà, questa falsa credenza educa alla rigidità emotiva e alla non espressione di se stessi. Infatti, anche i ragazzi, come le ragazze, attraversano nella vita momenti psicologi

18/11/2016

COMPULSIONE A SPENDERE – Compro quindi sono

Come resistere all’impulso di “spendere, acquistare e consumare”?

Attualmente sempre più prodotti non sono venduti per le loro caratteristiche tecniche o utilitaristiche, ma piuttosto per il temporaneo sollievo psicologico che procurano. Molte persone fanno affidamento sullo “spendere, acquistare e consumare”, fino ad esserne anche dipendenti, come fosse una sorta di “stampella psicologica”. Attraverso gli oggetti si tenta di comprare un’immagine di sé e definire il proprio valore. Gli oggetti di consumo si trasformano così in dichiarazioni di qualità personali. È una questione di identità, immagine e valore che si attribuisce a se stessi attraverso ciò che si acquista, un modo per definire se stessi, compensare mancanze, gestire emozioni o sostituire un senso di vuoto interiore. L’avere sostituisce l’Essere.

  1. Essere presenti e consapevoli dell’impegno verso se stessi

Fare ricorso a strategie pratiche che possono essere utilizzate quotidianamente per affrontare l’emergenza dell’impulso ad acquistare. Una tecnica può essere, ad esempio, quella di scrivere un diar

27/10/2016

PERDERE – Gratta e vinci: compulsivi per legge

Propongo questo video per mettere in luce alcuni aspetti psicologici sui quali fanno leva le campagne pubblicitarie sul gioco d’azzardo. Il fenomeno della dipendenza da gioco è in costante aumento provocando disagi e problematiche individuali, famigliari e sociali.

Vorrei inoltre sottolineare che, intrinseco all’approccio psicologicamente manipolatorio di questa forma di pubblicità, si annida un altro e più complesso problema. Il gioco d’azzardo, in tutte le sue forme, costituisce una vera e propria trappola per le persone fragili, in difficoltà emotiva ed economica. Ciò detto, chi propone questa forma di “svago” si premura esclusivamente di vendere il proprio business, incurante delle gravi conseguenze per la salute psicologica e dei costi di recupero, sia in termini economici che di impegno individuale per riconquistare gli affetti e le relazioni che la dipendenza da gioco strappa alla vita. Se si considerassero tutti questi aspetti si vedrebbe allora la realtà: il gioco d’azzardo è perdere, è smarrirsi, è un grande debito per tutti. Un business che viene dunque perpetrato ai danni della salute delle persone e della collettività.

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10/10/2016

DIPENDENZE – Bisogno di cibo e fame d’amore

Quando il cibo sostituisce il vuoto affettivo

Quando si ha un rapporto difficile con il cibo vi è una buona probabilità che vi sia anche una storia di rapporti affettivi che non hanno funzionano bene o non sono stati soddisfacenti. A questo si aggiunge la tendenza ad ossessionare e ad essere eccessivamente richiedenti con il proprio partner, ritenendolo la sola persona al mondo che può dare sicurezza e sopperire all’angoscia di solitudine. Si può avere la sensazione di essere vivi e stimati solo quando si pensa di essere innamorati… ma le relazioni faticano a sopravvivere e continuano a cadere a pezzi una dopo l’altra.

Quando la situazione precipita, può capitare di rivolgersi al cibo per sentirsi “meglio”. L’ex partner potrebbe non essere presente, ma forse una confezione di gelato al cioccolato contribuisce ad alleviare la solitudine. Con buona probabilità ci si potrebbe sentire dipendenti dal proprio “cibo di confort”, che si tratti di gelato o qualcos’altro naturalmente. Calmare il dolore per un disastro sentimentale raggomitolandosi sul divano, chiudendosi in se stessi, con una grossa porzione del proprio “cibo di confort” può sembrare un cliché, ma la connessione tra cibo e amore, tra

12/09/2016

ADOLESCENZA – Alcolismo giovanile: l’illusione di potersi accettare

Il fenomeno dell’alcolismo non esclude adolescenti e pre-adolescenti che, influenzati da pressioni sociali, mediatiche e pubblicitarie, si avvicinano all’alcol ricercando intenzionalmente l’ebrezza fino ad ubriacarsi.

Tra le nuove forme di consumo ha preso sempre più piede tra i giovani il Binge Drinking, ovvero l’abbuffata alcolica, in cui ragazzi e ragazze ingeriscono intenzionalmente e in poco tempo differenti bevande alcoliche fino a perdere il controllo. Tra i motivi di questo comportamento c’è un bisogno adolescenziale di star bene con gli altri e di integrarsi socialmente, ma anche un modo per ricercare sollievo, disinibizione o per allontanare problemi, insicurezze e sentimenti di inadeguatezza personali, considerando l’alcol una sorta di rimedio per fuggire dalla solitudine o da stati d’animo negativi.

Un altro approccio estremo è la Drunkoressia. I giovani, soprattutto le ragazze, bevono molto fino ad anestetizzarsi per annullare il senso di fame e l’inquietudine emotiva. Questi adolescenti rinunciano intenzionalmente al cibo per compensare l’apporto di calorie che intendono a

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10/07/2016

BINGE – Il ciclo Diet-Binge

10 suggerimenti per reclamare il proprio corpo

Cos’è il Binge Eating Disorder 

Il Binge Eating Disorder, o sindrome da alimentazione incontrollata, è un disturbo psicologico del comportamento alimentare che spinge il soggetto a compiere grandi abbuffate, in modo veloce e vorace, finché non è completamente sazio (sazietà percepita)

Nonostante tutto quello che gli annunci e le pubblicità di diete o prodotti per la linea dicono, entrare in un bikini “taglia zero” non dovrebbe essere il principale scopo nella vita. Né questo falso obiettivo aiuterà a raggiungere la gioia, l’autostima, la serenità o la fiducia in voi stessi. La nostra cultura pone una tale enfasi sull’apparenza che è difficile non lasciarsi influenzare da quella che è soltanto una versione, un’interpretazione della bellezza secondo la società moderna. Una proiezione ideale sostenuta dalla pubblicità e dai Media che a loro volta sono approvvigionati dall’industria multimiliardaria delle diete e dei prodotti associati.

Molte persone si parago

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14/05/2016

LUDODIPENDENZA – Il Binge-Gambling. Un’altra faccia del Gioco d’Azzardo

Che cos’è, come si innesca e quali sono le differenze rispetto alla dipendenza cronica

La maggior parte di voi leggendo il titolo di questo articolo avrà associato il termine Binge al noto disturbo che comporta grosse ed irrefrenabili abbuffate di cibo (Binge Eating) o di alcolici (Binge Drinking). Tali comportamenti sono ben noti nella letteratura psicologica e anche nella cultura popolare. Un disturbo meno noto ma con molte dinamiche in comune coi due precedenti è il ciclo Binge nel gioco d’azzardo (Binge-Gambling). Ci sono molte analogie con gli altri comportamenti Binge, inclusi la perdita del controllo, l’alterazione dell’umore, il conflitto personale, i sintomi di astinenza,  la negazione, ecc..

Tuttavia ci sono anche delle chiare distinzioni da fare.

Mentre la quantità di alcol e cibo possono essere quantificate e misurate in termini di fattori fisici (ad esempio l’efficienza organica, il peso, il tasso metabolico) e sono quindi soggetti a limitazioni fisiche,  la quantità di denaro speso al gioco d’azzardo, seppur anch’essa limitata, è legata alla disponibilità di denaro del giocator

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10/08/2015

MULTITASKING – Influenze mentali derivanti dall’uso dei Media

Un caso di studio sul Media Multitasking dei ragazzi in via di sviluppo

Cos’è il Media Multitasking o M2?

Il Media Multitasking comporta l’uso di TV, il Web, radio, telefono, stampa, o qualsiasi altro supporto in combinazione l’un con l’altro. Indicato anche come “l’uso dei media simultaneo,” o “multicommunicating,” questo comportamento è emerso come sempre più comune, soprattutto tra i più giovani utenti dei media – Wikipedia

Nota: condivido con voi questo interessante articolo, pioniere di quello che è un argomento sempre più discusso e ancora largamente studiato e in via di sviluppo. L’articolo che vi propongo oggi è da leggere a scopo informativo, come sempre, perché non si vogliono dare giudizi o soluzioni ma soltanto spunti di riflessione e argomenti utili al confronto. Il tema del rapporto con le nuove forme di comunicazione è davvero vasto e molte persone mi hanno chiesto di affrontarlo. Ho deciso di incominciare con questo aspetto relativo all’influenza dell’uso massiccio del Multitasking dei Media nella nostra v

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10/11/2014

DISPOSOFOBIA – Smarrire l’identità tra i propri oggetti

“Senza queste cose, non sono nulla” – Un paziente disposofobico

Nella maggior parte delle società occidentali, l’interazione tra le persone e ciò che possiedono rappresenta un’aspetto centrale della vita. Si possono trovare casi di disposofobia in ogni parte del mondo e se ne hanno tracce descrittive già a partire dal XIV secolo. La disposofobia però non è mai stata così tanto diffusa e visibile nelle culture occidentali come adesso. L’abbondanza di oggetti poco costosi e la diffusione della cultura consumistica la rendono il disturbo del decennio.

Per molte persone è una gran fatica disfarsi delle proprie cose, anche delle più inutili, così tante volte oggetti rotti o inutili si accumulano nei cassetti, negli armadi e nelle soffitte. In questo articolo non intendo però parlare di una “innocente” tendenza, ma desidero tracciare il confine psicopatologico di quei soggetti che sono in grado di trasformare un appartamento altrimenti spazioso in un dedalo di stretti corridoi tra pile di cianfrusaglie e cumuli di oggetti.

Che cos’

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